Il marketing come non l’hai (quasi) mai visto

Dal lavoro di team all’importanza delle illustrazioni

Di spot creativi, pubblicità innovative, claim ammiccanti è pieno il mondo.
La pubblicità vanta nel suo passato grandi nomi come John Powers (ricordato come il primo Copywriter fulltime, la sua caratteristica era quella di creare pubblicità senza illustrazioni, una comunicazione di sole e poche parole), Leo Burnett, inventore delle mascotte e dell’uso dei testimonial (si pensi a Tigre Tony della Kellogg’s), Rosser Reeves (dell’agenzia Ted Bates, famoso per la clamorosa campagna “We like Ike” che porto Eisenhower alla vittoria e per il claim delle M&Ms: “Si sciolgono in bocca, non in mano”), Bill Bernbach a cui venne affidata nel 1959 la campagna per lanciare il Maggiolino negli Stati Uniti, Jacques Séguéla con la sua comunicazione diretta e minimale che esalta il prodotto come una star, e, nel contesto italiano, grandi nomi come Emanuele Pirella e Armando Testa.

«Se vogliamo avanzare, dobbiamo emergere con una personalità distinta. Dobbiamo sviluppare la nostra propria filosofia e non avere la filosofia pubblicitaria di altri imposta a noi. Imbocchiamo nuovi sentieri. Proviamo al mondo che il buon gusto, la buona arte, la buona scrittura possono creare una buona vendita. Con rispetto, Bill Bernbach.»


“1947, lettera a macchina di Bill Bernbach alla Grey Advertising”

Oggi non sono più Copywriter visionari o Art Director illuminati a essere famosi, bensì le agenzie di comunicazione ove, se regna il giusto clima, è il lavoro dei team a essere valorizzato. Un buon team parte dalle caratteristiche dei singoli componenti il cui insieme non dà una semplice somma, ma è potenziato dalla forza del gruppo, aggiungendo quel qualcosa in più. Un buon team funziona un po’ come una Gestalt, la psicologia della percezione per la quale il tutto è qualcosa di più della somma delle singole parti.
Un buon team è un tutt’uno organico e pro-attivo, ove parolieri e illustratori, programmatori e strateghi, lavorano in piena sinergia.

La forza di un’identità

Le grandi marche, ma non solo, oggi utilizzano una strategia per la quale non si vantano di grandi nomi per la propria comunicazione, ma anzi cercano di “passare inosservate”, come se in qualche modo ci fossero sempre state, fossero simbioticamente fuse con l’ambiente, e come se la comunicazione fosse una cosa semplice e per tutti. Tuttavia si tratta di un’illusione: la nuova parola d’ordine è qualità e non più quantità, sia in termini di prodotto che di comunicazione. Non sono infatti né esclusivamente il prodotto né esclusivamente la sua comunicazione a definire il brand, ma il loro legarsi in un’identità forte.
La marca rappresenta lo stile di vita, l’ideologia che vive nel prodotto, e nell’era dei Social Media, in cui il produttore avvicina il proprio cliente mostrando in maniera più assidua e informale ciò in cui crede, le emozioni trasmesse e i valori giocano un ruolo fondamentale.

Oggi come ieri, e anzi più di ieri, in un universo-mondo fatto di migliaia e migliaia di brand, la comunicazione del tuo prodotto (qualsiasi esso sia – oggetto, libro, festival…) ha bisogno di spinte originali e di qualità massima per emergere ed essere interiorizzata e ricordata. È qui che interviene l’importanza di una illustrazione su misura, progettata e realizzata da professionisti per te. Tutti possono fare illustrazioni? Tutti possono progettare campagne di comunicazione? In via potenziale forse sì, così come tutti possono arredare la propria casa. Ma ricordate di più una casa piena di mobili scadenti o seriali, o quella arredata con mobili di pregio, gusto del design, sapienti finiture artigianali? Se vale per una casa, allora perché non dovrebbe valere per una comunicazione (ancora di più se illustrata)?

Le illustrazioni innescano la curiosità

A volte compriamo un vino o una birra per via dell’etichetta, le illustrazioni ci appassionano (quante volte abbiamo visto un film o una serie tv incuriositi dalla locandina?), definiscono immediatamente l’identità di marca (quando guardiamo un’insegna capiamo immediatamente se quel barbiere è per “hipster”, o se quel negozio avrà il tipo di vestiti che piacciono proprio a noi), ma questo vale solo se sono coerenti, ben strutturate, se si differenziano dall’oceano di immagini amatoriali, frettolose e raffazzonate che oggi circolano ovunque, soprattutto su internet.


“Packaging biscotti da the (Irving, UK) – 1000 modelli di Packaging, Logos 2008, pag 215 (0663)”

Immagini per costruire mondi

Le immagini raccontano storie, e non lo fanno per caso. Non si pensi che sia sufficiente buttare lì un’illustrazione, e la storia verrà da sé. La costruzione narrativa procede di pari passo con quella visiva, e il cliente (ma soprattutto chi guarda) se ne accorge. Una buona illustrazione fa innamorare il cliente e lo fidelizza, attraverso molti metodi ed espedienti: ammiccando con citazioni (anche visive), così che chi guarda si senta parte della nicchia di coloro che hanno colto il riferimento; catturando l’occhio con la giusta combinazione cromatica; giocando su certe atmosfere suggerite in sinergia dal claim; presettando l’ambiente narrativo che sarà condensato poi nel logo; e così via fino a soluzioni più ardimentose come quelle del guerrilla marketing, oggi in via discendente, dal momento che la comunicazione si sta spostando in modo preponderante sull’online.

Lo stile dell’illustratore permette dunque di legare in maniera unica prodotto, concept, testi a un’immagine forte ed estremamente personalizzata. Proprio alla stregua di un testo, ma con imprinting immediato.

Will è un collettivo di professionisti che fa dell’illustrazione la parola d’ordine. Illustrazioni e parolesono il nostro pane quotidiano.
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Credits: Foto in apertura di ElisaRiva da Pixabay

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