Partecipare a un film festival: noi l’abbiamo fatto!

Quando mi viene chiesto che tipo di lavoro faccio e rispondo “illustratrice”, in molti controbattono dicendo: “Bello!!! Quindi disegni per i bambini!”.
Mi spiace contraddire queste persone, ma l’illustrazione per fortuna ha a vastissime possibilità d’impiego che spesso neanche immaginiamo! Copertine di libri, packaging, etichette di prodotti, immagini per articoli di riviste, fino ad arrivare ai poster e i manifesti pubblicitari.

L’obiettivo di un’illustrazione in questi ambiti è quello di mettere in luce il significato di un testo o di un concetto catturando al tempo stesso l’attenzione di chi lo guarda per rimanere impressa nella sua memoria. E forse riesce a farlo più di un’immagine fotografica, perché è in grado di stimolare la fantasia, aprire verso nuovi mondi, creare stupore: si crea un legame che sprona lo spettatore a mettersi in gioco, a mettere in moto la sua mente.
Quindi un illustratore ha una certa responsabilità! A maggior ragione nel rispetto e nella comprensione del cliente che commissiona il lavoro e delle sue esigenze.

Detto questo, quando un’associazione come L’Euganea Movie Moviment mi ha contattato tramite la figura di Manuel Rigo di Mediagraf Lab, ho dovuto mettere in moto tutti i miei neuroni per proporre un’immagine coerente con il loro film festival ma che al tempo stesso potesse colpire l’attenzione.
Doveva esserci un riferimento al mondo del cinema, ma non doveva essere troppo esplicito. Inoltre, un richiamo alla natura e ai colli Euganei, dove il festival si sarebbe realizzato, era importante perché i film durante la manifestazione sono sempre proiettati all’aperto e nello specifico nei giardini di palazzi, castelli o parchi.

Il primo passo è stato quello di documentarmi: ho visto i poster realizzati nelle edizioni precedenti per vedere il mood ed evitare di fare qualcosa che era stato già fatto; inoltre sono andata a cercare i manifesti illustrati di altri festival. Ho scoperto un mondo di immagini sorprendenti: in alcuni casi super minimal e in altri piene di particolari in cui perdersi.
Dopo questa carrellata ho lasciato vagare la mia mente alla ricerca di idee.
La prima che mi è venuta è quella di una cornice, di una finestra che dà su un paesaggio fatto di radure, di un lago, con luna e sole e, ovviamente, i colli. Su uno di essi, un omino passeggiava con una torcia che proiettava luce al di fuori della cornice. Guardando l’immagine nel complesso si vedeva come in realtà fosse un proiettore, la cui luce era quella emessa dalla lampadina del personaggio e il sole e la luna erano i cerchi su cui arrotolare il nastro del film.

Nella seconda proposta, i colli erano protagonisti e, in particolare, uno di essi assumeva le sembianze di un personaggio fantasioso, emblema del festival, intento a osservare la luna.

Successivamente ho pensato al fatto che i film venissero proiettati in luoghi che solitamente sono chiusi al pubblico, dando così l’opportunità di visitare posti incantevoli e pieni di storia. Quindi ho pensato a un “giardino segreto”: una porta che permetteva di accedere a un luogo pieno di vita e di vegetazione in grado di stupire persino il personaggio incluso nell’illustrazione.

Ma la proposta che è stata scelta è stata quella di una scala fatta con una pellicola cinematografica in grado di innalzare sopra le case e i colli che ostacolano la vista, per permettere di vedere scenari nuovi e luoghi mai visti. Lo studio grafico con cui ho collaborato, inoltre, ha avuto la brillante idea di fare sedere la figura non sulla scala, ma direttamente sul titolo, per sottolineare come fosse il festival a dare questa possibilità a chi partecipava.

Un volta selezionata l’immagine, ci sono state diverse prove colore e alla fine è stata scelta una palette delicata che ben si sposa con la poeticità del soggetto.
Da lì in poi, l’illustrazione è stata declinata oltre che sul manifesto, sulla brochure del programma, sul sito, nei canali social, sui gadget, fino a produrre un video animato usato come apertura di ogni serata prima della proiezione di un film e realizzato dall’Opificio Lamantini Anonimi.

Credits: Foto in apertura di Free-Photos da Pixabay

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